Si concludeva il 9 giugno di quasi due secoli fa il Congresso di Vienna, conferenza tenutasi a partire dall’1 novembre del 1814 nella capitale dell’allora Impero austriaco. A parteciparvi furono le principali potenze europee decise a ridisegnare i confini europei ed a ripristinare l’Ancien régime dopo gli sconvolgimenti della Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.

Il seguito al Congresso di Vienna l’Italia fu suddivisa in una decina di stati (che si ridussero ad otto, entro una trentina di anni dal Congresso, a causa di alcune annessioni di stati minori ad entità più vaste); il Regno di Sardegna, governato dai Savoia, riottenne il Piemonte e la Savoia e venne ulteriormente ingrandito con i territori della ex Repubblica di Genova, senza alcun diritto di opposizione da parte di quest’ultima e senza plebiscito.

Nel resto del nord venne costituito il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell’Austria, e con annessa la Valtellina ed inserita anche la Transpadana ferrarese, un territorio appartenente allo Stato Pontificio, un lembo di terra a nord del fiume Po, storicamente e culturalmente associato all’Emilia.