La Regione Toscana ha tagliato i fondi all’Accademia della Crusca, storica istituzione culturale impegnata nella valorizzazione della lingua italiana. A lanciare l’allarme nei giorni scorsi è stata la stessa Accademia, lamentando l’azzeramento del finanziamento di 200 mila euro erogato dalla Regione.

Alla luce dei sostanziosi tagli, l’ente culturale sarà costretto a licenziare parte del personale e a bloccare i progetti in corso. I fondi erogati dal Governo centrale, pari a 600 mila euro all’anno, da soli sono infatti insufficienti a coprire le spese di tutte le attività di promozione culturale in cui è impegnata l’Accademia.

A schierarsi per il ripristino dei fondi regionali all’Accademia della Crusca nelle scorse ore sono intervenuti diversi esponenti politici. La senatrice del PD Rosa Maria Di Giorgi ha chiesto al governatore della Toscana Enrico Rossi di sostenere l’Accademia come promesso nel 2010:

Questa istituzione rappresenta la nostra eccellenza nazionale in campo linguistico, ha detto Maria Di Giorgi. La Regione deve mantenere l’impegno e il governatore Rossi non può consentire che questa istituzione si impoverisca in quanto a capitale umano. I giovani ricercatori e gli esperti collaboratori compiono un lavoro quotidiano che gli altri paesi ci invidiano.

L’esponente del PD ha rivolto un appello anche al mondo dell’imprenditoria affinché sposi la causa dell’Accademia della Crusca, ricordando che il Ministero della Cultura sta già facendo la sua parte.

All’appello di Rosa Maria Di Giorgi si unisce anche Leonardo Bieber, candidato del PD alle prossime elezioni regionali in Toscana:

Non possiamo permettere che istituzioni che hanno fatto la nostra storia riducano l’attività e il personale per mancanza di fondi. La lingua rappresenta la nostra identità e il nostro patrimonio: occorre, quindi, che accanto allo sforzo del Governo e ad altri strumenti di finanziamento sul modello Art Bonus, la Regione si adoperi per mantenere gli impegni presi. Ogni altra azione sarebbe un grave errore, culturale prima che politico.

L’Accademia al momento conta solo 6 dipendenti e una trentina di collaboratori. Per salvare le sue pubblicazioni e le tante iniziative culturali di cui è promotrice basterebbe dunque davvero poco: che la Regione Toscana mantenesse le promesse fatte nel 2010, quando il presidente Enrico Rossi si impegnò a elargire all’ente la stessa cifra erogata dal governo centrale. Al momento l’Accademia può invece contare solo sui 600 mila euro all’anno elargiti dallo Stato.

L’effetto dei tagli si è già fatto sentire, come spiega il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini:

Tutti i giovani sono a rischio, borse e assegni di studio che quando vanno a scadenza non possono essere rinnovati. Il primo doloroso taglio lo abbiamo fatto la settimana scorsa: non è stato rinnovato il contratto del collaboratore che seguiva il progetto di pubblicazione in rete dei proverbi toscani. Mi piange il cuore.