In attesa di sapere se darà o meno la fiducia al nuovo papa, Beppe Grillo torna a parlare, pardon, comunicare, dal suo blog. Questa volta, tuttavia, non si rivolge soltanto ai suoi (e)lettori consueti, ma direttamente ai partiti, “in particolare al partito con più parlamentari: il Pd”, invitandoli a far firmare a tutti i loro eletti il documento con cui si dà il via libera all’autoriduzione dell’ingaggio, dagli 11.283 euro lordi previsti per legge a 5mila lordi, ovvero l’indennità parlamenta che i Cittadini cinquestellati hanno accettato di percepire da qui fino al Germinale del 2018, quando teoricamente dovrebbe terminare questa larva di legislatura.

L’indennità parlamentare del cittadino portavoce del MoVimento 5 Stelle sarà di 5 mila euro lordi mensili invece di 11.283 euro lordi percepiti da tutti gli altri parlamentari. Il residuo sarà lasciato allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (o di fine mandato). Non è una novità. Il M5S l’ha già fatto nelle regioni in cui ha partecipato, come la Sicilia. Il risparmio per le casse dello Stato, grazie al M5S, sarà di oltre 12 milioni all’anno. Se ogni parlamentare seguisse l’esempio del M5S il risparmio annuale sarebbe circa 70 milioni, pari a 350 milioni per l’intera legislatura. Rivolgo un appello ai partiti, in particolare al partito con più parlamentari: il Pd. Bersani faccia firmare questo documento ai 468 parlamentari del Pd. I parlamentari che decideranno di autoridursi lo stipendio saranno menzionati sul blog. L’Italia giusta parte da qui. Ci aspettiamo numerose adesioni, almeno superiori a una. #BersaniFalliFirmare!

Una mano tesa a Bersani, in un certo senso, visto che il Semplice Portavoce ha addirittura previsto un premio per tutti coloro che decideranno di aderire all’iniziativa: “essere menzionati sul blog”, quel luogo fantastico in cui, secondo la mitopoiesi grillina, risiedono gli déi, più una scatola di sigari.

Fuori i nomi, insomma, e fuori anche i numeri: secondo il documento di cui sopra, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari comporterebbe un risparmio per lo Stato pari a circa 70 milioni di euro all’anno. Un bel gruzzolo, niente da dire, e certamente un’iniziativa lodevole. Che non pareggia nemmeno lontanamente il buco che si creerebbe dalla cancellazione dell’IRAP prevista dal programma del M5S (27 miliardi di euro all’anno, tra cui i 557mila euro dello stesso Beppe Grillo), ma questa è un’altra storia.