Dal 5 maggio, ad Aci Castello, comune a pochi chilometri da Catania, è vietato giocare a calcio in piazza. A stabilirlo è un’ordinanza sindacale, fortemente voluta dal primo cittadino Filippo Drago, nella quale si legge testualmente che è fatto divieto assoluto di “assembramento nelle piazze Giovanni XXIII, Castello, Maiorana e nello spazio antistante il Sagrato della Chiesa di San Giovanni ad Acitrezza per i giochi di squadra (calcio, pallavolo etc.) non autorizzati dall’amministrazione comunale”.

Vietato giocare in piazza, multe fino a 300 euro

Tutti in panchina, dunque. Basta partite di calcio improvvisate che danno fastidio ai turisti e alle famiglie a passeggio coi propri figli. Basta ai cori da stadio, troppe le lamentele dei residenti. D’altra parte i giovani lamentano la mancanza di un luogo in cui ritrovarsi, svagarsi, anche un piccolo campetto in cui organizzare settimanalmente una partita a calcio. 

Gli attivisti della “Rete Mediterraneo antirazzista”, intanto, si sono dati appuntamento in piazza per una partita di calcio senza pallone: un’iniziativa di protesta per dire no all’ultima trovata del sindaco vicino a Matteo Salvini. Per i trasgressori dell’ordinanza, infatti, sono previste multe da 50 a 300 euro; in caso di minori la “sanzione verrà irrogata a chi legalmente esercita la potestà genitoriale”. 

Vietato giocare in piazza, ecco cosa prevede l’ordinanza

Un’ordinanza che, ad onor del vero, colpisce anche “ragazzi che bivaccano, consumano alimenti e disseminano rifiuti”, “raggruppamenti di persone, anche senza fissa dimora, dedite al consumo abituale di bevande alcoliche che generano percezione di insicurezza e mettono in atto comportamenti contrari alla vocazione turistico-residenziale del territorio”. Infine vengono segnalati “casi di imbrattamento di muri ed arredi urbani, atti vandalici verso beni comunali” e casi di “esercizio abusivo dell’attività di vendita di merce al dettaglio da parte di extracomunitari e di “attività di parcheggiatore o guardiamacchine”.