Il cardinale Dionigi Tettamanzi non ce l’ha fatta: è morto questa mattina all’età di 83 anni, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute nella giornata di ieri. L’arcivescovo emerito di Milano lottava con una lunga malattia che in questi ultimi anni l’ha obbligato a diversi interventi chirurgici.

Il cardinale si è spento nella Villa Sacro Cuore, la Casa di Spiritualità della diocesi a Triuggio, in Brianza, luogo dove Tettamanzi si era ritirato per passare gli ultimi anni della sua vita.

Dionigi Tettamanzi, la biografia

Tettamanzi è nato a Renate, in provincia di Milano, il 14 marzo 1934. È stato cardinale e Arcivescovo di Milano per nove anni, dall’11 luglio 2002 al 28 luglio 2011. Grande uomo di fede, ma anche importante figura culturale: Tettamanzi ha insegnato ed è stato sempre molto attivo in ambito teologico.

Nel 1989, su chiamata della Cei, è entrato anche nel Consiglio d’amministrazione del quotidiano Avvenire con il ruolo di presidente. Anno in cui fu anche nominato Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo, mentre l’anno successivo, nel 1990, diventa Presidente della Commissione Episcopale della Cei per la famiglia.

Nel 1991 diventa Segretario Generale della Conferenza Episcopale, mentre nel 1995 Giovanni Paolo II lo nomina Arcivescovo metropolita di Genova. Nel 2002 diventa Arcivescovo di Milano. Degno di nota il suo impegno nel sociale, che vede la sua massima espressione nel 2008 con l’apertura del “Fondo famiglia lavoro”. Una cassa di solidarietà istituita per aiutare i disoccupati, ancora oggi attiva.

Tettamanzi è stato anche uno fra i papabili del dopo Giovanni Paolo II: ha partecipato al conclave dell’aprile 2005 che ha visto la fumata bianca per Papa Benedetto XIV e del conclave del marzo 2013 che si è concluso con l’elezione di Jorge Mario Bergoglio, l’attuale Papa.