Uno studente universitario di 24 anni di Padova che vive a Bologna è stato arrestato lo scorso mese di novembre perché adescava ragazzini sul web. Il giovane è stato accusa di aver compiuto atti sessuali con i minorenni, che riusciva ad agganciare attraverso la creazione di profili Facebook e WhastApp e che poi convinceva ad incontrasi con lui per avere rapporti intimi. La storia, resa nota soltanto adesso, è terminata a Treviso, quando la polizia postale l’ha intercettato e quando il giovane è stato pedinato e colto in flagranza di reato, grazie anche all’aiuto dei genitori dell’ultimo ragazzino che era stato adescato online. Attualmente sarebbe sottoposto all’obbligo di dimora.

Insieme al ragazzo ventiquattrenne, la polizia ha intercettato anche un altro adulto: si tratterebbe di un metalmeccanico di 48 anni residente a Modena ma originario di Taranto, che avrebbe precedenti per pornografia minorile e abuso su minori. Gli agenti sarebbero arrivati a lui grazie alla denuncia di due genitori, insospettiti dei contatti che il figlio dodicenne intratteneva sia col suo capo scout sia con un altro uomo.

Il giovane universitario avrebbe negato ogni addebito ma una vittima avrebbe confermato l’incontro di tipo sessuale. I due uomini fermati non erano collegati in alcun modo da avere un modo di fare piuttosto simile, che li ha portati ad adescare anche la stessa vittima. I due uomini frequentavano infatti gli stessi circuiti e avevano amicizie piuttosto simili. Il ventiquattrenne capo scout si sarebbe addirittura servito di profili con il suo vero nome mentre il metalmeccanico preferiva utilizzare fake.