Ogni tanto, Silvio Berlusconi si ricorda delle sue antiche origini liberal, e dopo aver osteggiato duramente il ddl sulle unioni civili, ieri si è lasciato andare a un’apertura piuttosto sorprendente sulla più delicata delle questioni relative al macrocosmo delle famiglie non tradizionali, ovvero le adozioni gay. Intervenuto alla presentazione del nuovo libro di Myrta Merlino, “Madri”, il leader di Forza Italia ha commentato così la storia di una famiglia composta da due mamme e una figlia in cerca di legittimazione: “Di fronte a queste situazioni, credo che lo Stato debba lasciare il diritto alle persone di fare come credono e di seguire la propria strada“.

Stupore generale in platea, ma la più sbalordita di tutti era Stefania Prestigiacomo, che immaginiamo non era stata informata del cambio di rotta dell’ex premier. E non è finita qui: Berlusconi annuncia anche di aver concesso libertà di coscienza ai membri del proprio partito riguardo al voto sulle unioni civili: “Essendo noi aperti al riconoscimento dei diritti anche delle coppie omosessuali, in questa situazione ci siamo trovati a confrontarci su posizioni diverse. Una maggioranza del partito ha detto che era contraria a questa legge perché mal fatta, ma la decisione finale è stata lasciare libertà di coscienza“.

Giova ricordare che Berlusconi ha cambiato spesso opinione in materia. Tanto per fare un esempio, nel 2011 si esprimeva così al congresso del Movimento dei cristiani riformisti: “Finché governeremo questo Paese, le unioni omosessuali non verranno mai equiparate alla famiglia tradizionale. Non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali”. C’è chi dice che dietro la rinnovata svolta liberal di Berlusconi ci sia la fidanzata Francesca Pascale, notoriamente paladina dei diritti degli omosessuali e apertamente favorevole a matrimoni e adozioni gay. Ma la realtà è che parliamo di un abilissimo camaleonte. Per dire: sempre nella giornata di ieri Berlusconi aveva espresso un punto di vista non particolarmente politically correct sulla querelle Sarri vs Mancini (il primo che ha insultato il secondo dandogli del “frocio” e del “finocchio”), minimizzando l’accaduto e prendendo le difese di Sarri. Verosimilmente, il punto di vista personale dell’uomo di Arcore sulla questione dei diritti dei gay continuerà a essere alquanto ondivago anche in futuro.