Le ultime notizie parlano del ritrovamento di 251 corpi, tra le 298 persone che si trovavano a bordo del Boeing 777 della Malaysia Arlines, volo MH17, abbattuto il 18 luglio da un missile sui cieli dell’Ucraina orientale, nel Donetsk, regione separatista controllata dai ribelli filorussi. I cadaveri sono stati ammassati in alcuni vagoni ferroviari trasformati in celle frigorifere e trasferiti verso la capitale della regione. Sempre a Donetsk sono state portati i dispositivi rinvenuti sul luogo del disastro e ritenuti le scatole nere del velivolo; i separatisti hanno annunciato che le consegneranno all’ente internazionale per l’aviazione civile.

Dopo le polemiche degli ultimi giorni, dirette soprattutto verso la Russia, sulle difficoltà che incontrano gli esperti internazionali inviati in zona, il presidente Vladimir Putin ha detto che “Bisogna fare tutto il possibile per garantire la sicurezza degli esperti internazionali sulla scena del disastro“. I separatisti filorussi, accusati da più parti di aver lanciato il missile, sono anche nel mirino dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, di cui fa parte anche la Russia), per aver bloccato l’ingresso degli osservatori. Per lo stesso motivo ieri sera è intercorsa una dura telefonata tra i ministri degli esteri di Russia e Stati Uniti, Sergej Lavrov e John Kerry. Nel frattempo sono arrivati a Donetsk tre ispettori olandesi (l’Olanda è la nazione di appartenenza della maggior parte delle vittime), per procedere all’identificazione dei corpi.