Continua la ricerca della verità sulla tragedia del Boeing 777 della Malaysia Airlines abbattuto da un missile terra-aria, intanto il governo ucraino accusa i ribelli filorussi di cercare di nascondere le prove del loro crimine con l’aiuto della Russia e tramite documento ufficiale chiede agli organismi internazionali di intervenire, i ribelli negano tutte le accuse.

Agli ispettori Osce sarebbe stato impedito l’accesso nel luogo del disastro dove l’aereo del volo MH17 dell’Airlines Malaysia è stato abbattuto da un missile terra-aria di origine ancora sconosciuta uccidendo tutte le 298 persone a bordo, tra cui 80 bambini. Anche il governo malese è intervenuto sul presunto ostacolo alle indagini: “disumano impedire ingresso al sito della tragedia”. Putin e Merkel d’accordo: “sì a inchiesta internazionale”.

Per Kiev i responsabili dell’attentato sarebbero proprio i miliziani filorussi che controllano la zona est dell’Ucraina, l’ultima accusa è che avrebbero anche rimosso 38 cadaveri dalla scena del disastro. Fonti dicono che sono state usate anche le carte di credito delle vittime dopo la loro morte.

Da parte loro i separatisti, da subito, hanno negato di avere sparato contro l’aereo, anzi hanno accusato Kiev di aver armato il missile, e negano anche di ostacolare le indagini. Durante una conferenza stampa a Donetsk, Aleksander Borodai, leader dei separatisti, ha negato qualsiasi furto e che nessuna prova è stata toccata dichiarando: I corpi di innocenti sono distesi a terra, al caldo, e ci riserviamo il diritto, se i ritardi continuano, di cominciare le operazioni per portarli via e chiediamo alla Federazione Russa di aiutarci con questo problema e di mandarci i loro esperti”.