L’abbattimento del boeing 777 di giovedì 17 luglio 2014 in Ucraina (QUI I DETTAGLI) resterà una delle pagine più nere della storia dell’aviazione, e non solo per le brutali modalità con cui è stato distrutto il velivolo. Le 298 vittime rappresentano, infatti, l’incidente aereo più grave in Europa dal 1984 dietro solo al “disastro di Tenerife” del 1977 (quando persero la vita 583 persone) e il volo Turkish Airlines di 30 anni fa che cadde nei pressi di Parigi facendo 346 morti. Ma a piangere sarà purtroppo una delle compagnie aeree più efficienti del mondo, la Malaysia Airlines che si ritrova a fare i conti con il secondo drammatico disastro nel giro di 4 mesi.

E’ ancora vivo nel ricordo di molti lo scorso 8 marzo quando un altro Boeing 777-200ER, scomparve nel nulla con 239 persone a bordo mentre volava da Kuala Lumpur a Pechino (QUI I DETTAGLI). Mesi di ricerche e centinaia di uomini a scandagliare l’Oceano Pacifico meridionale non hanno ancora recuperato ancora prove certe e l’ipotesi più accreditata resta quella di un cambio di rotta inspiegabile da parte del pilota. Il più grande mistero della storia dell’aviazione civile che precede un drammatico abbattimento, un qualcosa di inspiegabile per la maggioranza della gente.

Due gravissimi incidenti in quattro mesi che hanno causato la morte di 534 persone tra passeggeri ed equipaggio. Nel caso del volo diretto a Pechino, la pessima gestione della crisi (si ricordi l’allarme lanciato addirittura nove ore dopo la scomparsa dai radar, ndr) aveva coinvolto lo stesso governo di Kuala Lumpur, accusato di aver tentennato troppo nelle indagini mentre incalzava la pressione enorme di una Cina che faceva i conti con 150 vittime.

Da allora i rapporti diplomatici tra Kuala Lumpur e Pechino si sono complicati ulteriormente. A marzo il traffico con la Cina, primo partner commerciale della Malesia, è calato del 60% ancha a causa del boicottaggio di alcune agenzie turistiche cinesi. Dall’inizio dell’anno il titolo in Borsa della compagnia è calato del 40% e alcuni analisti hanno messo in dubbio la possibilità di sopravvivenza di una società che vanta 76 anni di storia e una proprietà al 70% statale vista anche la cospicua perdita di bilancio negli ultimi anni (260 milioni di euro nel 2013).

Stavolta, rispetto al disastro nel Pacifico, il ruolo della compagnia aerea e della Malesia è più di vittima e di sfortunata spettatrice anche se sono numerose le compagnie che avevano deciso di evitare di volare sopra l’Ucraina nonostante la sicurezza garantita oltre i 7800 metri. Nata nel 1937, vanta 2.400 dipendenti e serve 850 destinazioni in 150 paesi nel mondo. Skytrax, società britannica che assegna i punteggi alle linee aeree più efficienti,le attribuisce il massimo di 5 stelle: puntalità, personale di bordo e di terra qualificato e ottimo catering, sempre in orario. Un modello di eccellenza che questo disastro non cancellerà (i passeggeri se lo segnino) ma che da ieri è maggiormente a rischio di estinzione.

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