Le ricerche continuano senza sosta, ma secondo alcuni componenti dello team addetto alle ricerche dell’aereo di Air Asia, volo QZ8501, potrebbe non essere rimasta alcuna speranza.

È quanto affermato in conferenza stampa da Bambang Soelistyo, a capo dell’agenzia nazionale per la ricerca e il salvataggio: “In base alla coordinate che ci sono state date e alle valutazioni intraprese circa il possibile luogo dell’impatto al suolo, l’ipotesi è che l’aereo sia sul fondo del mare. Si tratta di ipotesi preliminari, che verranno sviluppate in base ai dati ottenuti dalla nostra ricerca”.

Il jet, con a bordo 162 persone, è scomparso dagli schermi dei radar domenica mattina, a 40 minuti dal decollo, proprio nel momento in cui affrontava una turbolenza. Diretto a Singapore, il volo proveniente dalla città indonesiana di Surabaya aveva appena fatto richiesta di poter deviare dal proprio percorso stabilito per evitare una nuvola.

Soelistyo ha confidato alla stampa che probabilmente i mezzi messi in campo dall’Indonesia potrebbero non essere sufficienti per portare a termine le ricerche e il recupero dell’aereo e pertanto il Paese si troverà costretto a chiedere ad altre nazioni quali la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti la tecnologia per poter rimuovere il mezzo dal fondo del mare.

Nonostante le ricerche siano state interrotte nel corso della notte per la scarsa visibilità, alcune navi battenti bandiera di Singapore, Malesia e Australia hanno continuato a pattugliare la superficie marittima. Nel frattempo il titolo AirAsia, conosciuta come la migliore compagnia low cost del continente asiatico, è sceso dell’8% alla borsa di Kuala Lumpur.

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