Tragedia aerea in Russia: un Boeing 737 è precipitato in fase di atterraggio a Kazan. Tutte le 50 persone a bordo sono morte: a confermarlo una una portavoce del ministero delle Emergenze russo che ha precisato di non avere bambini a bordo. L’incidente si è verificato alle 7,20 ora locale un’ora dopo il decollo avvenuto da Mosca. Il volo delle linee regionali del Tatarstan era diretto a Kazan, città di oltre un milione di abitanti a 700 km dalla capitale.

L’aereo avrebbe tentato di atterrare due o forse tre volte, ma si è schiantato al suolo ed è esploso lasciando senza vita i 44 passeggeri e i 6 membri dell’equipaggio. Secondo alcuni testimoni, l’aereo ha perso quota molto velocemente ed è esploso al momento dell’impatto col suolo. Inutile l’immediato intervento dei vigili del fuoco che sono riusciti a domare le fiamme dopo un’ora. L’aeroporto di Kazan è stato chiuso.

Tra le 50 persone morte anche uno dei figli del presidente della regione, Rustam Minnikhanov. Ancora ignote le cause dello schianto, fonti della sicurezza hanno ipotizzato un errore del pilota ma i media locali hanno parlato di condizioni del tempo avverse con forti venti e nuvole. Non si esclude al momento anche la pista del guasto tecnico. Il presidente Vladimir Putin ha costituito una commissione di inchiesta per indagare sulle ragioni dell’incidente.

Un incidente che è solo l’ultimo di una lunga in serie in Russia: secondo i dati della International Air Transport Association nel 2010 i Paesi delle ex repubbliche sovietiche hanno registrato un tasso di incidenti tre volte superiore alla media mondiale. Nell’aprile del 2012, 31 persone morirono nello schianto di un aereo in Siberia mentre a settembre del 2011 furono 44 i corpi ritrovati senza vita per l’incidente allo Yak-42 vicino a Yaroslav. Negli ultimi anni in Russia le autorità hanno ordinato di sostituire gli apparecchi più obsoleti lanciando una verifica su molte compagnie aeree, specie quelle minori.

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