Continuano le indagini sul disastro aereo nel Sinai. Secondo quanto riportato da Bbc online gli inquirenti britannici che indagano sul disastro aereo ritengono che l’Airbus russo sia esploso a causa di una bomba che si trovava nella stiva del velivolo. Dagli interrogatori e da altre indagini, inoltre, sarebbe anche emerso che, molto probabilmente, la bomba potrebbe essere stata messa a bordo del velivolo con la complicità di uno più addetti allo stivaggio dei bagagli. In attesa di chiarire le cause del disastro aereo nel Sinai il capo dei servizi segreti russi, Aleksandr Bortnikov, ha ritenuto necessario sospendere i voli dell’aviazione civile russa in Egitto.

La proposta è stata immediatamente accolta da Vladimir Putin che ha ordinato lo stop ai voli russi in tutto l’Egitto, mossa che fa percepire il terrore di Mosca circa l’ipotesi che l’Airbus 321 sia precipitato in Sinai per l’esplosione di una bomba a bordo. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e quello russo Vladimir Putin hanno però “convenuto di riprendere il più presto possibile i voli russi in Egitto”, dopo lo stop deciso oggi dal Cremlino. Secondo quanto riferito dall’agenzia Mena, però, “durante una conversazione telefonica i leader dei due Paes si sono trovati d’accordo nel continuare a cooperare per rafforzare la sicurezza aerea”.

Nel frattempo aumentano in tutto il mondo le misure di precauzione adottate dalle compagnie aeree: la Klm ha deciso che anche per i voli in partenza dal Cairo saranno consentiti solo bagagli a mano, mentre Alitalia ha predisposto un rafforzamento delle misure di sicurezza sull’aeroporto de Il Cairo disponendo anche “la sospensione del trasporto merci e corrispondenza nelle stive e la non accettazione di bagagli che viaggiano senza proprietario”.