Il Boeing 777 della Malaysia Airlines precipitato in Ucraina ha provocato la morte di tutte le 298 persone a bordo (qui tutti i dettagli sulla tragedia). Erano 154 i cittadini olandesi sul volo partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur  che ospitava anche 27 australiani, 23 malesi, circa una ventina di americani e nove britannici. Presente anche un italo-olandese, insieme al figlio. I soccorritori hanno riferito di aver trovato tra i corpi anche decine di bambini. Secondo la compagnia molti di loro erano diretti in vacanza a Bali mentre un centinaio di persone erano dirette a Melbourne per il convegno internazionale dell’Onu sull’Aids in programma dal 20 al 25 luglio.

Il velivolo è stato colpito da un missile lanciato durante i violenti scontri tra le truppe ucraine e i separatisti. Difficile sarà accertarne la provenienza. Lo scambio di accuse è già iniziato ma difficilmente si arriverà a una verità riconosciuta da tutte le parti: la zona teatro dello schianto si trova a una cinquantina di chilometri dal confine con la Russia ed è sotto il controllo delle forze filorusse. La scatola nera sarebbe già stata inivata a Mosca per un’analisi sulla cui oggettività si addensa più di un dubbio  (Qui i video e le foto della tragedia).

I siti ucraini hanno già puntato il dito contro i ribelli che sarebbero “incastrati” dalla pagina Facebook del comandante Igor Strelkov che 17 minuti dopo la scomparsa dell’aereo dai radar (16.20 locali) sorrideva a una brillante operazione dei suoi uomini postando questo messaggio: “Nella zona di Thorez hanno appena abbattuto un Antonov 26. Li avevamo avvisati di non volare nei nostri cieli”. Ma non risulta nessun abbattimento di aerei ucraini e il video postato sarebbe composto da immagini simili a simile aalle immagini poi diffuse dalle tv di tutto il mondo. I miliziani hanno già abbattuto diversi velivoli ucraini, tra Antonov, Iliushin, caccia Sukhoi ed elicotteri.

Altre fonti ucraine raccontano che in quella zona sarebbe dovuto passare un aereo da carico dell’esercito regolare ucraino, proprio un Antonov 76, le cui dimensioni non sono così diverse da quelle del Boeing 777. Diversa la tesi della Rosaviatsiya, l’ente russo del trasporto aereo che, manco a dirlo, accusa Kiev. Quasi nello stesso momento, infatti, l’aereo di Stato riportava a Mosca il presidente Vladimir Putin dal Brasile. Il presidente viaggiava a bordo di un Ilyushin 96 con i colori della bandiera russa, livrea simile a quella dei jet Malaysia Airlines. L’agenzia Interfax sostiene che l’aereo di Putin è transitato nei pressi di Varsavia 37 minuti prima del boeing. Il messaggio è chiaro: qualcuno avrebbe voluto colpire il presidente.

Su una cosa tutti sono tutti d’accordo: per colpire un aereo a diecimila metri di altezza servono missili come i Buk che i secessionisti escludono di avere, ma a fine giugno avevano annunciato di essersi impadroniti di un’unità delle forze anti aeree ucraine dotata di missili Buk. Il servizio aeronautico civile ucraino aveva chiuso lo spazio aereo a est del Paese autorizzando il transito dei velivoli solo sopra i 7900 metri. La quota di sicurezza c’era ma molte compagnie avevano deciso di evitare la zona.