AGGIORNAMENTO 10.15: il relitto dell’aereo EgyptAir è stato trovato nelle acque circostanti l’isola greca di Karpathos, in quelle che vengono considerate acque territoriali egiziane. A riportare la notizia sono i media francesi. Smentite dal primo ministro Sherif Ismail le voci sui due messaggi d’emergenza – uno manuale e l’altro automatico – che sarebbero partiti dall’aereo.

Proveniva da Parigi ed era diretto al Cairo l’aereo EgyptAir che è scomparso dai segnali radar nel cuore della notte, alle 2.26, poco dopo essere entrato nello spazio aereo egiziano, a circa 280 km dalla costa. A bordo dell’Airbus del 2003 c’erano 66 persone, inclusi 10 membri dell’equipaggio, tra cui due bambini e un neonato. Esclusa invece la presenza di cittadini italiani.

Prima della perdita del segnale radar l’aereo EgyptAir aveva lanciato un messaggio di Sos, come sostiene la compagnia aerea. Due ore dopo, intorno alle 4.26 è stato invece captato un vero e proprio segnale di emergenza: si tratterebbe di un segnale automatico inviato dal sistema di localizzazione dell’aereo installato sulla scatola nera.

Il premier francese Manuel Valls ha detto che al momento non è possibile escludere nessuna ipotesi, comprendendo ovviamente anche quella del terrorismo, e ha affermato di aver offerto la piena e attiva collaborazione alle autorità egiziane. Lo stesso ha fatto il presidente Hollande, che ha avviato una linea di comunicazione con l’omologo al-Sisi.

Sembra da escludere la possibilità di un incidente dovuto alle condizioni meteorologiche, dato le condizioni atmosferiche e la visibilità sarebbero state più che buone. Poco probabile anche la possibilità di un errore umano dei piloti, poco incisivi in quella fase del volo, e i due avrebbero avuto grande esperienza.

Rimane la possibilità di un attentato terroristico (ma è stato escluso il lancio di missili terra-aria per l’altezza a cui si trovava l’aereo, 12mila metri) e quella di un incidente per ora difficile da spiegare. Chiaramente sugli interrogativi intorno alla sparizione del velivolo influisce pesantemente il precedente dell’aereo russo precipitato nel Sinai a ottobre dell’anno scorso, che fu vittima di un’esplosione a bordo provocata da un bomba piazzata sotto il sedile di un passeggero. Un portavoce dell’Autorità dell’aviazione civile dell’Egitto ha affermato che si crede l’aereo sia precipitato in mare.

Dopo l’atterraggio al Cairo il mezzo sarebbe dovuto riportare con destinazione Hurghada, dopo una serie di verifiche tecniche.