Polemiche e inchieste. Sono gli strascichi, che dureranno a lungo, dell’incidente avvenuto sabato sera a Fiumicino, dove un Atr72 della Carpatair è uscito fuori pista, provocando il ferimento di 16 feriti, le cui condizioni stanno già migliorando. A far scoppiare le critiche la rimozione quanto mai rapida dei loghi Alitalia (foto by Infophoto) dall’aereo ancora “sdraiato” sulla pista e i mancati incidenti della compagnia romena. La compagnia italiana ha parlato di operazione “di prassi quando avviene un incidente”. Sabato l’Atr aveva rischiato una collisione con un altro mezzo dopo una incomprensione con la torre di controllo. Per questo motivo, i sindacati hanno chiesto alla compagnia di bandiera di rescindere il contratto con Carpatair. E per questo, dopo quello di ieri, hanno annunciato un altro sciopero per oggi.

Oggi intanto al via le consulenze tecniche per ricostruire quanto accaduto sabato sulla pista di Fiumicino. Il pilota. l’equipaggio e i passeggeri sono già stati ascoltati nelle ore passate. Tre le inchieste aperte al momento: a quella per lesioni colpose della procura di Civitavecchia e a quella dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo si è infatti aggiunta l’inchiesta interna di Alitalia.  Da appurare se i piloti abbiamo deciso di rischiare l’atterraggio nonostante il forte vento comunicato dalla torre di controllo o se un black out delle comunicazioni abbia impedito agli stessi di capire la gravità della situazione. Il comandante del volo, ha fatto sapere la compagnia, aveva una esperienza di oltre 15 mila ore di volo ed era anche istruttore e controllore di Atr. Carpatair, inoltre, era “abilitata a lavorare in tutta Europa, con certificazioni accettate e verificate dalle autorità nazionali, in Italia dall’Enac” ma i suoi voli sono stati fermati dopo i numerosi incidenti avvenuti negli ultimi due mesi.