Non ci sono sopravvissuti. Tutti i passeggeri dell’aereo della compagnia russa Kogalymavia in volo da Sharm el-Sheikh a San Pietroburgo sono morti. La notizia è stata resa nota dal ministero per l’aviazione egiziano. L’aereo, che si è schiantato questa mattina sulla penisola del Sinai, in Egitto, all’altezza del confine con Israele 23 minuti dopo il decollo, ospitava a bordo 224 persone, 217 passeggeri, tra cui oltre 10 bambini, e sette membri dell’equipaggio.

Dai rottami del velivolo sono stati estratti i cadaveri di circa cento persone, tra le quali almeno dieci bambini. Due terzi del velivolo “sono distrutti” mentre la parte vicina ai serbatoio di carburante sarebbe ancora parzialmente integra. Tutti i passeggeri sarebbero di nazionalità russa.

Secondo l’agenzia Ria Novosti, che ha citato una fonte dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh, da cui l’aereo è decollato stamane prima della tragedia, i piloti dell’Airbus russo schiantatosi nel Sinai lamentavano da alcuni giorni dei problemi di avviamento a uno dei motori. L’aereo, inoltre, aveva ben 18 anni ed era il più vecchio in attività nella flotta della compagnia siberiana Kogalymavia, rinominata Metrojet nel 2012. La notizia è stata riportata dalla testata online Fontanka.ru che dichiara che il velivolo aveva effettuato il suo primo decollo il 9 maggio 1997 con la compagnia libanese Mea per passare poi nel 2003 alla turca Onur Air, nel 2007 alla Saudi Arabia Airlines, nel 2008 alla Onur Air per essere poi infine venduto ai russi della Kogalymavia nel 2012. Secondo la compagnia Kogalymavia, inoltre, il comandante, Valeri Nemov, era molto esperto e aveva alle spalle oltre 12.000 ore di volo.

Nel frattempo è stata recuperata una delle scatole nere dell’aereo e il portavoce dell’ente aeronautico russo Rosaviatsia, Serghiei Izvolsk, ha spiegato che l’aereo caduto è un Airbus A320, volo 92-68, in viaggio da Sharm el-Sheik a San Pietroburgo: “il velivolo era decollato alle 6.51 ora di Mosca. Alle 7.14 non ha contattato Larnaca (Cipro) ed è scomparso dai radar”.