L’aereo russo della compagnia MetroJet/Kolavia diretto a San Pietroburgo e con a bordo 224 persone (217 passeggeri quasi tutti turisti russi e 7 membri dell’equipaggio) che si è schiantato sul Sinai centrale pochi minuti dopo la sua partenza da Sharm el-Sheikh alla fine di ottobre 2015 potrebbe essere caduto a causa di una bomba che sarebbe stata piazzata da un meccanico dell’EgyptAir.

L’uomo che sarebbe stato arrestato – in base a quanto riportato dalla Reuters – avrebbe un cugino arruolato nell’Isis, in Siria, che farebbe parte dei terroristi del Nuovo Stato Islamico da almeno un anno e mezzo. Arrestato insieme a lui, accusato di aver piazzato la bomba sull’aereo russo, anche due poliziotti che lavoravano in aeroporto e un addetto ai bagagli, tutti sospettati di averlo aiutato in qualche modo.

Stando sempre alla ricostruzione fornita, i terroristi jihadisti del Nuovo Stato Islamico avrebbero saputo che uno dei propri miliziani aveva un parente che lavorava in aeroporto e avrebbe quindi deciso di affidargli proprio la missione di piazzare la bomba sull’aereo russo. Essendo un meccanico dell’EgyptAir, l’uomo avrebbe potuto essere sicuramente agevolato nel suo compito. All’uomo sarebbe stata affidata la borsa, sarebbe stato chiesto di non rivolgere domande e di limitarsi solo e semplicemente a portare la borsa stessa all’interno dell’aereo russo.