Continuano le indagini intorno allo schianto dell’aereo russo sul Sinai avvenuto sabato scorso, a seguito del quale sono morte tutte le 224 persone che si trovavano a bordo.

A svelare nuovi dettagli sono le rilevazioni effettuate da un satellite americano munito di telecamera a infrarossi, che ha registrato un lampo di calore: a riferirlo è un funzionario statunitense, il quale specifica che è ancora da capire se il lampo si sia verificato quando il mezzo era ancora in aria o a terra.

L’analisi di questo elemento porterebbe a poter sostenere con maggiore forza una tra le ipotesi che stanno circolando in questi giorni a proposito del terribile incidente: un missile lanciato da terra, un ordigno deflagrato sul’aereo russo, un guasto al motore che ha provocato un’esplosione o un danno strutturale in grado di causare un incendio a bordo. Miles O’Brien, analista USA, ha dichiarato che conoscere con esattezza il numero dei lampi potrebbe escludere l’ipotesi di un missile (in questo caso sarebbe stato solo uno).

Sull’intera vicenda pesano le rivendicazioni della locale cellula dell’Isis, la Provincia Islamica del Sinai, che ha affermato di aver abbattuto l’aereo come vendetta contro il coinvolgimento della Russia nella conflitto siriano.

Da parte sua la Metrojet, la compagnia aerea che gestiva il volo, ha escluso in modo categorico che possa essersi trattato di un errore tecnico o umano da attribuirsi al pilota. Aleksandr Smirnov, un ex pilota e portavoce della compagnia, in una conferenza stampa ha affermato che lo schianto potrebbe essere stato causato da un impatto esterno, per quanto non sia stata supportata esplicitamente l’ipotesi dell’attacco terroristico. Rimane il fatto che la Metrojet non ha fornito dati a supporto delle sue dichiarazioni.

Qualche ora dopo il governo russo ha smentito le supposizioni della compagnia, dichiarando che si tratta di affermazioni premature prive di basi e che si dovranno attendere le analisi strutturali dell’aereo e le registrazioni delle scatole nere prima di poter parlare seriamente dell’accaduto.

Dall’Egitto il presidente al-Sisi ha comprensibilmente smentito l’ipotesi dell’attacco terroristico, bollando le rivendicazioni come propaganda atta a danneggiare l’immagine e la stabilità del Paese e ha assicurato la piena collaborazione con le autorità interessate a continuare le indagini.