Dopo le sicurezze annunciate il 24 marzo, ora il Governo della Malesia non sembra più tanto convinto sulla fine dell’aereo scomparso l’8 marzo dopo il decollo da Kuala Lumpur. Potrebbe anche avere qualche importanza il muso duro della Cina, che ha chiesto (nei modi in cui una superpotenza chiede qualcosa ad una nazione al suo confronto debole) spiegazioni su quell’annuncio, in cui si è dato per certo che l’aereo sia precipitato nell’Oceano Indiano, al largo dell’Australia. Dopo quella conferenza stampa, i familiari dei passeggeri, in maggior parte cinesi, hanno reagito con estrema rabbia (foto by InfoPhoto), accusando le autorità malesi di aver tenuto nascoste informazioni importanti.

Sta di fatto che ora i malesi sono più abbottonati. Sono state diffuse immagini riprese da un satellite della Francia in cui si osservano 122 oggetti galleggianti sparsi in un’area di 400 Km quadrati, a circa 2.500 Km dalle coste di Perth, Australia occidentale. Il più grande di questi oggetti supera i 23 metri di lunghezza. Ma il ministro dei trasporti malese, Hishammuddin Hussein, ci va cauto: nessuno di questi oggetti è stato identificato come appartenente al Boeing 777 della Malaysia Airlines. “E’ un altro indizio che permetterà di dare indicazioni alle operazioni di ricerca” – ha detto.

Insomma, attualmente il volo MH370 sembra scomparso di nuovo, insieme alle 239 persone che trasportava.