E’ stata messa la parola fine al mistero del Boeing 777 scomparso lo scorso otto marzo. E’ precipitato nell’Oceano Indiano, così come ammesso pubblicamente dal premier malese: “Il volo MH370 è terminato nell’Oceano Indiano meridionale – ha riferito Najib Rezak al termine del diciassettesimo giorno di ricerche – ho ricevuto un briefing dalle agenzie di intelligence che mi hanno riferito che l’ultima posizione rilevata dell’aereo è stata a Ovest di Perth, lontano da ogni possibile pista d’atterraggio”. Dunque, le speranza di parenti e amici delle 239 persone a bordo del velivolo terminano qui. La compagnia aerea, infatti, ha precisato come non ci siano sopravvissuti.

Oggetti sospetti erano stati trovati alla deriva nell’Oceano Indiano meridionale verso alle 12 di oggi ora locale (le 5 del mattino in Italia) da un aereo militare cinese, che ha poi identificato i medesimi come relitti del Boeing 777 in oggetto. L’8 marzo l’aereo cambiò improvvisamente rotta verso Ovest e una rapida discesa a 12 mila piedi (circa 4 mila metri), che farebbe pensare ad un problema legato alla pressurizzazione o a fiamme a bordo. Altri, invece, parlano di un dirottamento.

LEGGI ANCHE

Aereo scomparso Malesia: spunta dal nulla un secondo velivolo

Malesia aereo scomparso: la nuova verità, “Il B-777 è stato dirottato, è nelle isole Andamane”

Aereo scomparso Malesia: si muove l’FBI, resti trovati in Australia?