Il giallo dell’aereo scomparso in Malesia s’infittisce giorno dopo giorno. Il nuovo mistero riguarda i segreti del pilota del velivolo sparito: i dati del simulatore di volo che il comandante dell’aereo aveva in casa sono stati cancellati il 3 febbraio. La polizia malesiana scava nella memoria del computer per capire quali rotte e quali aeroporti il pilota Ahmad Shah Zaharie avesse provato prima di mettersi alla gida del MH370 sparito nel nulla  (foto by InfoPhoto). Per recuperare i dati cancellati gli investigatori hanno chiesto aiuto all’Fbi che studierà anche il portatile dei due ufficiali anche se le stesse fonti precisano che “non ci sono ancora colpevoli e non ci saranno finché non sarà provato”. Sulla questione è intervenuto anche il presidente Obama: “Ogni risorsa disponibile viene impiegata”.

Una svolta potrebbe essere arrivata nella giornata di giovedì 20 marzo: il primo ministro australiano Tony Abbott ha annunciato che due oggetti “eventualmente legati all’aereo malese” sono stati rilevati dai satelliti e le informazioni rilasciate dall’Autorità australiana della sicurezza marittima sarebbero ”nuove e credibili, basate su dati dei satelliti”. Si troverebbero a 2.500 chilometri a sud ovest di Perth, e il più grande misurerebbe 24 metri. Diversi aerei sono diretti verso l’area per verificare le informazioni e cominciare a fare luce sul mistero: ”Gli oggetti sono relativamente sfuocati. Sono oggetti di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono - ha detto John Young, un responsabile dell’Amsa, in conferenza stampa -. E’ una pista, probabilmente la migliore pista che abbiamo al momento ma bisogna che andiamo sul posto…per sapere se vale qualcosa o no”.

I sospetti si concentrano sempre sul comandante e sul co-pilota Fariq Abdul Hamid. Non ci sono conferme sul loro legame con gruppi eversivi ma fanno riflettere la disattivazione dei sistemi di bordo per l’identificazione e i contatti radar e appare molto anomalo il cambio di rotta programmato e avvenuto 12 minuti prima dell’ultimo messaggio radio (All right, good night) mentre il velivolo cominciava la virata di cui poi non si è saputo più niente.  Gli esperti di batterie che alimentano la scatola nera dicono che le stesse non durano più di 30 giorni e dalla scomparsa dell’aereo ne sono già passati 13.

Una bella fetta di questa vicenda però è ancora sconosciuta all’opinione pubblica visto che le autorità della Malesia hanno ammesso – riporta il Corriere della Sera – che ci sono informazioni in loro possesso non rivelate per motivi di sicurezza nazionale, informazioni che provengono anche da altre nazioni coinvolte. La scarsa collaborazione tra servizi di intelligence nell’area asiatica non agevola le investigazioni e la tensione tra Malesia e Cina sale visto che erano 154 i cinesi a bordo (su 239 passeggeri) e sono già arrivate diverse accuse di reticenza da parte dei familiari: gli stessi, arrivati a Kuala Lumpur, hanno dato vita a momenti di tensione con la polizia locale ed è stato impedito loro di parlare con gli inviati dei quotidiani cinesi  in Malesia.