Continuano i dubbi riguardanti l’aereo precipitato nel Sinai. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Russia, l’aereo si sarebbe spezzato in volo e quindi restano al momento aperte sia la possibilità di un incidente, che quella di un attentato, sebbene la veridicità della rivendicazione da parte dell’Isis sia ancora da verificare.

Il direttore del Comitato intergovernativo russo (Mak) Viktor Sorochenko, dopo aver effettuato un sopralluogo sul luogo del disastro, ha dichiarato che l’aereo russo “si è spezzato mentre era in aria”, però “è presto per trarre conclusioni” e ha poi aggiunto che “i frammenti sono sparsi in un’aerea molto ampia, circa 20 chilometri quadrati”.

L’ipotesi di un attentato non si può per ora escludere, però pare improbabile la possibilità che l’aereo russo sia stato colpito da un missile, considerata la quota in cui si trovava al momento del disastro. Stando a quanto riporta il sito AirLive.net, in cui sono presenti le opinioni di vari esperti, potrebbe esserci stata una depressurizzazione causata da una debolezza strutturale. Sempre lo stesso sito sostiene inoltre che il co-pilota dell’aereo avrebbe manifestato alla moglie una certa preoccupazione per le condizioni meccaniche dell’aereo Metrojet.

A proposito del disastro aereo che ha causato la morte di 224 persone, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha dichiarato: “In questi casi bisogna lasciar fare gli specialisti e non parlare delle cause dell’incidente, perché è oggetto di una vasta inchiesta tecnicamente complicata”, per poi aggiungere che le indagini potrebbero anche proseguire per mesi.

Mentre sono iniziate le analisi delle scatole nere dell’aereo Metrojet, i corpi di 144 delle vittime dell’Airbus A321-200 sono rientrate in Russia. In serata è previsto il decollo di un secondo aereo per riportare in patria anche gli altri corpi.

Papa Francesco ha voluto esprimere il suo cordoglio per il disastro aereo e ha mandato un telegramma al presidente russo Vladimir Putin. Il messaggio, scritto dal segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, dice che il Papa: “ha appreso con dolore del tragico schianto dell’aereo russo” e prega “per tutti i defunti e per quanti piangono la loro perdita”.