Ad una settimana dal terribile incendio che ha in parte devastato il Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, gli inquirenti hanno scritto i primi nomi sul registro degli indagati. Ad aver subito le prime accuse sono gli operai e i responsabili che si occupano della manutenzione dell’impianto di riscaldamento e di condizionamento dell’aria.

Aeroporto Fiumicino: le probabili cause dell’incendio

Stando ai primi rilievi degli inquirenti, infatti, sembra che la scintilla che ha poi dato il via al vasto incendio sia partita da un climatizzatore portatile utilizzato all’interno di un locale di servizio, per il raffreddamento di un quadro elettrico che spesso andava in surriscaldamento. A ricostruire la dinamica dei fatti sono stati il procuratore Gianfranco Amendola e il sostituto Valentina Zavatto, che per farlo si sono serviti dell’ausilio delle immagini riprese dalle telecamere interne.

Aeroporto Fiumicino: accertamenti sulla sicurezza

Qualche giorno fa gli operatori dello scalo avevano persino chiesto che il Terminal 3 venisse chiuso per ragioni di sicurezza (in attesa di accertare che non vi fossero pericolo di intossicazione per lavoratori e viaggiatori, leggi qui l’articolo) e oggi si apprende che la procura di Civitavecchia starebbe indagando anche sull’effettiva efficienza del sistema anti-incendio previsto all’interno dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. A quanto pare, la struttura sarebbe carente dal punto di vista delle porte mangiafuoco (totalmente assenti), dei sistemi automatici a pioggia e dei rilevatori di fumo.