I cittadini sono sempre più insofferenti di fronte all’emergenza abitativa che affligge Roma. Un’esasperazione peggiorata dai tanti edifici comunali affittati a costi stracciati o peggio inutilizzati. Tra i più indignati figura il Comitato 97 Cost., che la scorsa notte ha deciso di scendere in strada e marchiare gli immobili sfitti o coinvolti nello scandalo Affittopoli. Su decine di edifici è comparso un simbolo rosso che raffigura una mano aperta.

Il senso del marchio è chiaro: i cittadini chiedono all’amministrazione comunale di porre fine una volta per tutte all’ingiustizia e al malaffare che regnano indisturbati nella gestione del patrimonio pubblico cittadino. La mano rossa è stata apposta su 32 edifici comunali su 40 degli obiettivi prescelti, da via del Cappellari a piazza Navona. Il marchio è accompagnato da un volantino in cui il comitato 97 Cost. rivendica l’azione e spiega le sue ragioni. Il comitato nel nome scelto contiene anche il suo manifesto: far rispettare l’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di adottare il criterio dell’imparzialità.

Il comitato di “marchiatori anonimi” non intende fermarsi e annuncia altre azioni contro Affittopoli, per mostrare a tutti i cittadini quanti danni stia causando la cattiva gestione degli edifici comunali. Secondo le stime diffuse dallo stesso Comune solo nel I Municipio l’85% degli inquilini che risiedono in edifici comunali non paga il canone. Il danno per le casse pubbliche è di 357 milioni di euro. In alcuni casi i canoni di affitto si attestano su cifre irrisorie, pari ad appena 10,29 centesimi al mese.

L’azione del comitato civico romano contro lo scandalo Affittopoli arriva non a caso in piena campagna elettorale per le Comunali. Gli attivisti chiedono ai candidati dei vari schieramenti di prendere una posizione chiara su Affittopoli, perché gli elettori hanno bisogno di risposte immediate e concrete:

Chiediamo giustizia, trasparenza, buona amministrazione. I candidati chiariscano la loro posizione rispetto alla gestione degli immobili di proprietà del Comune e di quelli confiscati alla mafia.