È una vera e propria task force quella che il commissario Francesco Paolo Tronca sta mettendo in piedi per risolvere lo scandalo Affittopoli di Roma. La prima riunione ufficiale sul caso avverrà domani con una riunione del comitato per l’Ordine e la Sicurezza, che esaminerà tutti i dati del dossier apposito supervisionato dallo stesso Tronca.

Ad affiancare i vigili urbani impegnati nelle operazioni di sgombero ci saranno anche militari, polizia municipale e di Stato, guardia di finanza e carabinieri. Una volta determinato il numero di uomini da dispiegare in campo sarà il turno della decisione dei casi più importanti ed eclatanti di Affittopoli cui porre rimedio il prima possibile anche per ragioni di immagine pubblica.

A questo proposito è già stata annunciata la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e il Catasto per determinare chi occupa ingiustamente case popolari pur privo delle necessarie prerogative. È stato Tronca ad ammettere di essere stato sorpreso dell’assenza di una simile analisi tra i documenti del Comune: “Io e il mio staff, una volta arrivati, siamo rimasti stupiti dal fatto che non ci fosse un censimento completo: è un’anomalia per un’amministrazione e qualche dubbio te lo fa anche nascere”.

Tra gli obiettivi dell’intera task force non ci sono poi solo gli sgomberi, ma anche una ricognizione del sommerso di tutte quelle abitazioni affittate a prezzi di favore al momento ignote alle autorità.

Secondo i primi dati forniti dal Comune saranno 93 gli appartamenti del I muncipio a essere oggetto di sgombero in questo primo mese. Le zone interessate sono quelle dell’Esquilino, Borgo Pio e Corso Vittorio: si tratte dei casi più gravi di quei 574 casi esaminati, di cui solo il 20% circa è risultato essere in regola.

Ma nel mirino ci sono anche zone lussuose come i Parioli, dove sono stati riscontrati anche affitti annuali di massimo 10mila euro o contratti scaduti per i quali non avrebbe più potuto chiedere l’affitto ma solo un’indennità di occupazione.