Prima l’esplosione di un attentatore suicida, poi l’attacco a compound della forze di sicurezza: è quanto accaduto nelle ultime ore a Kabul, in Afghanistan, in prossimità del ministero della Difesa.

Negli scontri sono morte almeno 24 persone, mentre fonti locali del ministero della Salute Pubblica parlano di circa 200 feriti: le cifre al momento non sono confermate ufficialmente, ma le testimonianze di un attentato molto violento tendono a confermare i sospetti.

La strage di Kabul è stata rivendicata dalle forze talebane, che giusto una settimana fa avevano riaperto il fronte interno. Nel comunicato redatto dal consiglio direttivo dei terroristi e pubblicato sul sito Islamic Emirate of Afghanistan veniva annunciata una nuova offensiva che servirà anche a omaggiare il defunto mullah Omar.

L’esplosione è stata confermata provenire dalla deflagrazione di un’autobomba, e ha coinvolto il quartiere Puli Mahmood Khan, in un orario particolarmente trafficato: nella zona oltre a varie ambasciate e compound militari è sita anche la sede dei servizi di intelligence del Paese.

Dopo l’attentato si sono succeduti vari scontri con armi da fuoco e alcuni report indicano che due degli assalitori potrebbero ancora trovarsi nel compound, mentre la zona è stata messa in sicurezza e accerchiata dalla forze di sicurezza afghane.

Il Presidente Ghani, il cui palazzo si trova a poche centinaia di metri dall’esplosione, ha condannato con forza quanto accaduto e ha affermato trattarsi di un segnale di debolezza dei talebani. Nell’ultimo periodo questi ultimi sono però tornati alla carica attirati anche dal vuoto nella sicurezza venutosi a creare sin dal ritiro delle forze della Nato e delle truppe americane avvenuto verso la fine del 2014.