Medici senza Frontiere si è ritirata da Kunduz, la città afgana dove l’ospedale, nella notte di sabato 3 ottobre, alle 2:10, è stato colpito più volte da pesanti bombardamenti ed è stato gravemente danneggiato dal raid aereo condotto dagli Usa, secondo Msf, provocando almeno 19 morti e decine tra feriti e dispersi. Al momento del bombardamento di ieri nell’ospedale c’erano 105 pazienti, le persone che li accudiscono e oltre 80 operatori nazionali e internazionali di Msf. La struttura di Medici senza frontiere è l’unica struttura del suo genere in tutto l’Afghanistan nord-orientale e fornisce trattamenti per salvare arti e vite. I medici di Msf trattano tutte le persone secondo i loro bisogni medici e non fanno distinzioni in base a etnia, credo religioso o affiliazione politica.

“Siamo profondamente scioccati dall’attacco, che ha ucciso nostri colleghi e pazienti, e compromette gravemente la situazione sanitaria a Kunduz” ha dichiarato il dr. Bart Janssens, direttore delle operazioni di Msf“Non conosciamo ancora l’esatto numero delle vittime. La nostra equipe medica sta fornendo primo soccorso e trattando i pazienti e gli operatori Msf rimasti feriti, mentre si prende cura delle vittime. Esortiamo tutte le parti a rispettare la sicurezza delle strutture e del personale sanitario.”

Il presidente Usa, Barack Obama, ha espresso cordoglio per i medici e i civili rimasti uccisi nel “tragico incidente” all’ospedale Msf a Kunduz, ma precisa di voler aspettare i risultati dell’inchiesta del Pentagono “prima di esprimere qualsiasi giudizio”. È quanto si legge in una nota della Casa Bianca. “Il ministero della Difesa ha lanciato un’inchiesta completa e aspetteremo i risultati prima di dare un giudizio definitivo sulle circostanze di questa tragedia”, ha detto Obama.

Medici senza frontiere condanna nel modo più assoluto il terribile bombardamento aereo del proprio ospedale a Kunduz, durante il quale dodici operatori e almeno 7 pazienti, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi e 37 persone, tra cui 19 operatori di Msf, sono rimasti feriti. Per Msf questo attacco rappresenta una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario e, per tanto, chiede un’investigazione indipendente per garantire la massima chiarezza e trasparenza. “Questo attacco è ripugnante ed è una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario” ha detto Meinie Nicolai, presidente di Msf che si trova in Italia“Chiediamo alle forze della Coalizione completa trasparenza. Non possiamo accettare che questa terribile perdita di vite umane venga liquidata semplicemente come un ‘effetto collaterale’.”