Potrebbe risolversi la questione della fatturazione a 28 giorni adottate dai principali operatori telefonici da qualche tempo a questo parte: Agcom – l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – ha infatti messo in cantiere alcuni procedimento di tipo sanzionatorio ai danni di Wind Tre, Time, Vodafone e Fastweb.

Il gruppo di quattro operatori infatti non si è conformato alle disposizioni dell’Autorità, che già a marzo aveva imposto il ritorno alla cadenza mensile di fatturazione.

Con il passaggio alle 4 oppure 8 settimane gli operatori hanno inteso aggravare la spesa annuale dei loro clienti, che a conti fatti si sono trovati a pagare circa una mensilità in più all’anno.

Le sanzioni previste dall’Autorità sono improntate alla trasparenza dei prezzi delle offerte e del controllo dei consumi da parte degli utenti.

Dal canto loro gli operatori hanno inoltrato un ricorso al Tar nel quale vengono esplicitati le ragioni della modifica. Secondo le aziende in questione la trasparenza sarebbe stata rispettata, con puntuale informazione ai clienti dei rincari, che in ogni caso sarebbero spalmati mensilmente.

Viene ribadito anche il rispetto dell’articolo del Codice delle Comunicazioni che permette l’aumento dei prezzi, mentre si sottolinea come la decisione di Agcom violerebbe la libertà d’impresa imponendo tariffe regolamentate dall’alto.

Secondo gli esperti del settore la mossa sembrerebbe costituire anche un segnale per Sky, che ha già annunciato il passaggio alla fatturazione a 28 giorni per il prossimo ottobre: Agcom dunque intenderebbe evitare che questa tendenza si propaghi anche alla pay-tv.