E’ sufficiente il titolo: “Costruire un’Europa più integrata e solidale, contro ogni populismo”. E’ la parte d’apertura dell’agenda che Mario Monti (foto by InfoPhoto) ha consegnato al mondo politico e ai cittadini. Questi ne sono i passi fondamentali: “L’Italia deve essere protagonista autorevole di questa fase di rifondazione dell’Europa. Deve svolgere un ruolo trainante per promuovere nuovi assetti che rendano l’Unione Europea capace di perseguire in modo efficace, e secondo linee democraticamente decise e controllate, la crescita economica e lo sviluppo sociale del continente secondo il modello dell’economia sociale di mercato. L’Italia deve battersi per un’Europa più comunitaria e meno intergovernativa, più unita e non a più velocità, più democratica e meno distante dai cittadini”.

L’Europa da sola non è la ricetta che risolve i problemi dell’Italia. Trarre pienamente vantaggio dalla partecipazione all’Unione richiede una presenza costante e vigile per far valere il proprio punto di vista quando si definiscono le politiche. Se non si convincono gli altri Stati delle proprie ragioni, si resta con un pugno di mosche in mano. L’influenza sulle decisioni comuni nasce dalla credibilità, dal saper far valere peso economico e politico, dal lanciare idee su cui creare alleanze. Per questo l’Italia deve chiedere all’Europa politiche orientate nel senso di una maggiore attenzione alla crescita basata su finanze pubbliche sane, un mercato interno più integrato e dinamico, una maggiore solidarietà finanziaria, una maggiore attenzione alla inclusione sociale e alla sostenibilità ambientale”.

“Le forze politiche devono fare proprio il principio secondo cui le politiche economiche di ciascuno Stato membro sono una questione di interesse comune dell’Unione europea e come tali sono soggette a coordinamento, orientamento e monitoraggio da parte della stessa. In questo quadro l’Italia deve confermare il proprio impegno al rispetto delle regole di disciplina delle finanze pubbliche. Il destino di ogni Paese non si decide più nei suoi confini ma è strettamente intrecciato a quello del sistema di relazioni globali in cui è inserito. E che la quotazione dell’aggettivo “italiano” nel mondo è altrettanto importante dello spread per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese”.

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