La strada per la crescita. La ricetta di Mario Monti (foto by InfoPhoto), con la sua agenda, per uscire definitivamente dalla crisi economica, oltre le tasse.

“Con un debito pubblico che supera il 120% del PIL non si può seriamente pensare che la crescita si faccia creando altri debiti. E’ la realtà, scomoda, dei numeri. Lo spread conta per le imprese e i lavoratori, perché finanziare il debito pubblico costa agli italiani 75 miliardi di euro in interesse annuali, ovvero circa il 5% del Pil”.

“Bisogna cercare la crescita dove essa è veramente, nelle innovazioni, nella maggiore produttività, nella eliminazione di sprechi. La crescita si può costruire solo su finanze pubbliche sane”.

Questi alcuni dei modi per farlo: “Attuare il principio del pareggio di bilancio strutturale; ridurre lo stock del debito pubblico e, dal 2015, di un ventesimo ogni anno, fino ad arrivare al 60% del Pil; proseguire la valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico”.

L’aggiustamento fiscale compiuto quest’anno a prezzo di tanti sacrifici degli italiani ha impresso una svolta. Con l’avanzo primario raggiunto, il debito è posto su un sentiero di riduzione costante a partire dal prossimo anno. Per questo, se si mantiene la rotta, ridurre le tasse diventa possibile, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa”.

“Servono meccanismi di misurazione della ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitali. Bisogna inoltre realizzare un nuovo Patto tra fisco e contribuenti per un fisco più semplice, più equo e più orientato alla crescita”.

Se la corsa della spesa pubblica non viene fermata e la dinamica del debito non è invertita, il Paese non può ripartire. Ma i tagli devono avvenire in modo intelligente e selettivo. Spending review non vuol dire solo “meno spesa”, ma “migliore spesa”. Vuol dire eliminare ciò che non è efficace o non ha ragioni di essere mantenuto e creare spazi per la spesa che produce crescita e occupazione”.

Un’amministrazione pubblica più moderna e più agile è la chiave per migliorare la vita dei cittadini e la competitività del Paese. Entro i primi 100 giorni di attività del nuovo governo dovrà essere lanciata una consultazione per identificare le 100 procedure da eliminare o ridurre con priorità assoluta”.

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