Brutto incidente di lavoro ieri sera a Villapizzone, in provincia di Milano, dove un capotreno è stato aggredito a colpi di machete da un gruppo di giovani, probabilmente sudamericani.

Stando alle prime ricostruzioni della polizia il tutto sarebbe avvenuto poco prima delle 22 su un treno che dal sito espositivo di Expo 2015 si stava dirigendo verso la fermata di Villapizzone. Il capotreno, raggiunto da un macchinista arrivato in suo soccorso, sarebbe stato colpito in seguito alla richiesta di controllo del biglietto.

Nella colluttazione seguita al diniego il macchinista avrebbe riportato un trauma cranico, mentre il ferroviere è stato portato in gravi condizioni all’ospedale di Niguarda: a causa della profonda ferita al braccio rischierebbe infatti di perdere l’arto.

Le condizioni di salute della vittima dell’aggressione, un trentenne dipendente delle Ferrovie Nord, sarebbero però in miglioramento: dopo una lunga operazione chirurgica, come assicurano alcuni amici che lo hanno accompagnato, i medici sarebbero riusciti a evitare il rischio di un’amputazione, favorendo così la ripresa delle funzionalità del braccio.

Nel frattempo gli investigatori sono riusciti a fermare due membri del gruppo di aggressori sudamericani catturati dalle volanti della polizia subito dopo il ferimento del capotreno: al momento i due uomini sono trattenuti per controlli generici, ma i loro lunghi interrogatori sembrano far prevedere un arresto a breve.

La squadra del Fatebenefratelli sta poi attendendo di ricevere le immagini delle telecamere della stazione per poterle esaminare: si tratta infatti di video che potrebbero aiutare le indagini e portare all’identificazione degli altri responsabili.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, ha espresso la propria solidarietà al capotreno ferito e ha chiesto che vengano intensificate le relative misure di sicurezze: “Siamo sconvolti per quello che è successo questa notte. Il livello di insicurezza è troppo alto. Vogliamo il presidio dei militari in tutte le stazioni e sui treni Forze dell’Ordine armate, formate e pronte anche a sparare”.