Martina Levato, condannata per le aggressioni con l’acido, è in sciopero della fame come “forma di protesta alla sentenza di adottabilità del figlio”. A comunicare la sua decisione è il legale Laura Cossar: “Dopo aver scritto al Ministro della Giustizia e al Papa, per Martina Levato smettere di alimentarsi resta l’unico mezzo rimasto per farsi ascoltare” ha raccontato l’avvocato.

Martina Levato rischia di non rivedere più il figlio

Martina Levato, che si trova nel carcere di San Vittore da dicembre 2014, è stata condannata a 20 anni di reclusione in appello, e presto ricorrerà alla Corte di Cassazione e persino alla Corte di Strasburgo poiché sarebbero stati violati “i suoi diritti fondamentali di donna e madre”. La sezione minori e famiglia della Corte d’Appello, infatti, ha confermato il provvedimento del Tribunale per i minorenni che aveva tolto l’affidamento del figlio alla donna e al padre Alexander Boettcher, anche lui in carcere. La richiesta della difesa è sempre stata quella di trasferire Martina Levato, insieme al figlio nato il 15 agosto 2015, presso l’Istituto di custodia attenuata per madri detenute. 

Martina Levato condannata a 20 anni di carcere

“Non smetterò mai di lottare per il mio bambino” ha fatto sapere Martina Levato che non si rassegna all’idea di non poter più rivedere suo figlio.