Roberto Spada è stato fermato dai carabinieri di Ostia con l’accusa di lesioni aggravate e violenza privata con l’aggravante di aver agito in un contesto mafioso. I militari, che lo hanno raggiunto nella sua abitazione, hanno eseguito il fermo disposto dalla Procura di Roma. Adesso si cerca il complice dell’aggressore: nonostante la presenza di decine di persone durante l’aggressione, le indagini restano difficili e assai delicate. Nessuno dei presenti è intervenuto, anzi hanno imprecato contro la troupe Rai.

La “colpa” del giornalista? Aver fatto alcune domande a Roberto Spada sull’appoggio dato a CasaPound durante le ultime elezioni ad Ostia. Di tutta risposta, il cronista e il suo cameraman sono stati brutalmente picchiati

“Chiediamo alla magistratura di aprire un fascicolo su CasaPound per appurare se esistono rapporti criminosi tra noi e gli Spada. Chiediamo anche un’inchiesta parlamentare per tirare fuori la verità su questa vicenda e chiediamo inchieste rapide e pubbliche e che i risultati siano diffusi all’opinione pubblica” ha dichiarato, in una conferenza stampa, il vicepresidente di CasaPound Simone Di Stefano negando, di fatto, ogni legame tra il partito di estrema destra e il clan di Ostia. Di Stefano ha parlato di “violenza deprecabile” ai danni del cronista della Rai: “Roberto Spada, però, non è un nostro iscritto né un nostro esponente” ha concluso.

Intanto il cronista ha ringraziato il cameraman che ha “coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l’aggressione”: “Continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima”. Il giornalista ha riportato una frattura al naso.