Dopo il caso della sparatoria avvenuta a Milano si segnala oggi una nuova aggressione in Tribunale, questa volta a Lodi.

Questa mattina intorno alle 8.30 infatti una donna è riuscita a penetrare nel Palazzo di giustizia lodigiano con un coltello da cucina nascosto nella borsetta.

La 40enne di origini napoletane ha passato senza alcun problema l’esame del metal detector, in realtà fuori servizio da mesi, e dopo aver aspettato l’apertura degli uffici della Procura si è diretta verso quello del sostituto procuratore Sara Menegazzo che sta seguendo il suo caso, in cui è parte lesa.

Qui, fermata dalla segretaria del magistrato, ha ricevuto risposta negativa a una richiesta di colloquio, dato che non aveva alcun appuntamento. È in quel momento che è scattata una colluttazione nella quale la segretaria, scaraventata per terra, è rimasta leggermente ferita.

Il personale di sicurezza del tribunale, tra cui il marito della segretaria, è intervenuto immediatamente ed è riuscito a bloccare la signora, che nel frattempo inveiva pesantemente contro il magistrato. Non è chiaro se con il coltello rinvenuto nella borsetta avesse intenzione di minacciare o ferire quest’ultima, mentre è sicuro che per lei, al ritorno dall’ospedale in cui è stata portata per alcuni esami medici, vi sarà una denuncia per aggressione.

L’incidente che si è risolto senza conseguenze troppo gravi ha però messo in moto le proteste del personale del tribunale, che hanno organizzato un’assemblea per chiedere la riparazione del metal detector, di competenza del Comune. Il quale, però, denuncia il ritardo dei pagamenti dovuti dal Ministero della Giustizia, in debito di circa 2 milioni di euro.

Inevitabilmente il pensiero è corso alla strage avvenuta al tribunale di Milano lo scorso 9 aprile per mano di Claudio Giardiello, nella quale erano morte quattro persone. Un’altra aggressione, conclusasi in un bagno di sangue, che avrebbe potuto essere evitata se le misure di sicurezza fossero scattate come da procedura.