A Milano è in corso il processo con rito abbreviato che vede imputati Martina Levato e Andrea Magnani. La giovane, già condannata in primo grado a 14 anni per l’aggressione allo studente Pietro Barbini, è accusata di aver aggredito con l’acido Stefano Savi e Giuliano Carparelli e di aver tentato di evirare Antonio Margarito. Andrea Magnani è ritenuto dagli inquirenti il complice delle aggressioni con l’acido.

Marcello Musso, pm di Milano, ha chiesto che Martina Levato venga condannata a scontare 20 anni di reclusione per lesioni gravissime. Si tratta del massimo della pena prevista con il rito abbreviato. La richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero milanese per Andrea Magnani è invece di 14 anni.

Martina Levato si è difesa dalle accuse sostenendo di aver scambiato Savi per Carparelli, sfuggito a un’aggressione simile il 15 novembre 2015, e che non era sua intenzione aggredire il giovane. La giovane nel corso della deposizione ha mantenuto la linea sposata negli ultimi mesi, continuando a difendere Alexander Boettcher, accusato di essere suo complice. L’uomo, a differenza di Martina Levato, ha scelto di non avvalersi del rito abbreviato.

Martina Levato da una parte difende l’amante Alexander Boettcher, dall’altra punta invece il dito contro Andrea Magnani per scaricare addosso al bancario parte della responsabilità delle aggressioni subite da Savi e Carparelli. Le ultime dichiarazioni della giovane contengono accuse gravissime nei confronti di Magnani:

Mi aveva proposto di usare delle armi e in particolare una pistola.

L’imputata nel corso dell’udienza ha cercato di proteggere i suoi familiari, spiegando che i genitori non sapevano nulla dei suoi piani e affermando di non aver affatto utilizzato la casa di famiglia come base per preparare le soluzioni a base di acido. Affermazioni che cozzano con il ritrovamento di soda caustica nell’abitazione della famiglia a Bollate. La Levato, prima di scoppiare in un pianto a dirotto, si è difesa dicendo che si trattava di potassio destinato alla conservazione delle olive, fornito al padre da un amico farmacista.