La nona sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato a quattordici anni di reclusione Martina Levato e Alexander Boettcher per le aggressioni con acido ai danni di alcuni ragazzi con cui lei aveva avuto dei rapporti sessuali (clicca qui per leggere i dettagli della vicenda). I due ragazzi condannati dovranno inoltre risarcire la vittima pagando un milione di euro. La condanna si riferisce soltanto all’aggressione avvenuta il 28 dicembre scorso nei confronti di Pietro Barbini mentre per le altre aggressioni con acido si celebrerà un processo a parte, che inizierà il prossimo 6 luglio.

In questo secondo processo che inizierà nel mese di luglio, Martina Levato e Alexander Boettcher sono imputati insieme ad Andrea Magnani, considerato presunto complice.

Il pubblico ministero Marcello Musso aveva richiesto quindici anni di condanna per la Levato e per Boettcher ma alla fine la condanna si è attestata intono ai quattordici anni: i ragazzi sono stata riconosciuti colpevoli del reato di lesioni gravissime, anche se i giudici non hanno applicato l’aggravante della crudeltà, della premeditazione e dei motivi abietti e futili che aveva invece richiesto il pubblico ministero. Secondo la ricostruzione dei fatti delineata dai giudici del Tribunale di Milano, la Levato avrebbe lanciato l’acido sul volto di Barbini mentre Boettcher lo avrebbe inseguito cercando di colpirlo con un martello.

La Levato, che ora è al settimo mese di gravidanza (aspetta un figlio da Boettcher) ha chiesto scusa a barbini, facendo mettere a verbale questa dichiarazione: “Quando ho pensato di essere madre, ho sentito il bisogno di purificarmi da esperienze fisiche negative“. Sul bambino Boettcher ha dato anche la sua versione dei fatti: “Martina mi propose un patto e mi disse ‘io andrò in carcere per purificarmi, ma tu devi darmi un figlio“.