La Germania continua a indignarsi dopo le aggressioni di Colonia avvenute nella notte di Capodanno ai danni di centinaia di donne.

Mentre divampa il dibattito sugli errori compiuti da Angela Merkel in merito alla politica di accoglienza dei migranti e richiedenti asilo (sarebbero infatti di origine nordafricana gli uomini responsabili di molestie e stupri), sono state registrate le prime spedizioni punitive ai danni di cittadini di origine straniera.

Nel tardo pomeriggio di ieri nel centro di Colonia, nella zona della stazione, un gruppo di pachistani è stato infatti malmenato da una ventina circa di uomini: in gravi condizioni due pachistani, finiti d’urgenza in ospedale. Poco dopo un altro connazionale è stato aggredito nelle vicinanze della prima spedizione.

Le indagini della polizia si stanno concentrando su un appello all’azione di matrice xenofoba comparso su Facebook, nel quale si incitava alla caccia all’uomo come gesto di rappresaglia per quanto avvenuto a Capodanno. Il gruppo di assalitori è stato come un insieme eterogeneo di hooligan, rocker e buttafuori.

Nella notte le forze dell’ordine hanno effettuato centinaia di perquisizioni dopo aver ricevuto alcune informazioni sulla costituzione di alcuni gruppi di ronde violente facenti parte di ambienti dell’estrema destra: già sabato una manifestazione del gruppo Pedida, apertamente islamofoba, era stata dispersa mediante l’utilizzo degli idranti.

Il numero delle denunce riguardante le aggressioni di Colonia è intanto salito a 516 (di cui il 40% di natura sessuale): nonostante l’ingente numero di segnalazioni la polizia finora non ha trovato prove o indizi che si possa essere trattato di azione coordinata e organizzata dall’esterno. A sostenerlo è il direttore generale dell’anticrimine della regione.

A cercare di gettare acqua sul fuoco arrivano oggi le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Heiko Maas, che ha sottolineato come non si possa “lasciare campo libero a incendiari estremisti“, insinuando poi che la reazione violenta dei gruppi tedeschi possa essere stata progettata ben prima dei fatti di Capodanno: “D’altra parte non si spiega il modo sfacciato in cui alcuni gruppi strumentalizzano l’accaduto“.

Se il Ministro dell’Interno del Parlamento regionale, Ralf Jaeger, ha definito un errore il tentativo di nascondere l’origine degli aggressori, il suo omologo del Parlamento nazionale, Thomas de Maiziere, ha assunto una posizione più sfumata: “Il fatto che dietro alle aggressioni ci siano stranieri non deve lasciare in silenzio ma non deve neanche portare a un sospetto generalizzato nei confronti di tutti i rifugiati e migranti“.