Lunedì scorso Saidou Momodou Diallo ha cercato di accoltellare un poliziotto alla Stazione Centrale di Milano (qui la notizia). Fermato, l’uomo sarebbe stato scarcerato e proprio le motivazioni della decisione avrebbero scatenato le polemiche e le proteste da parte dei politici. Diallo sarebbe stato liberato perché non avrebbe voluto uccidere l’agente ma soltanto difendersi e liberarsi dalla presa. A sostegno di ciò, anche il fatto che non abbia colpito l’agente in una zona del corpo in cui sarebbero stati presenti organi vitali.

Il trentunenne originario della Guinea è stato comunque raggiunto da un provvedimento di espulsione e dovrebbe essere rimpatriato a breve. Alcune situazioni potrebbero però complicare il suo allontanamento dal territorio italiano: la prima riguarda il fatto che l’Italia non ha accordi in tal senso con la Guinea; la seconda che Diallo avrebbe diversi alias, per cui  potrebbe essere trasferito al Centro di identificazione ed espulsione di Torino per portare al termina la procedura prima del rimpatrio.

Sulla scarcerazione di Diallo sono intervenuti anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, la Lega Nord e altri esponenti politici del capoluogo lombardo. Per il primo cittadino di Milano la decisione dei giudici lascia a bocca aperta e anche per Stefano Parisi (attualmente all’opposizione all’interno del Comune) ciò che è accaduto rappresenterebbe perdita di credibilità da parte delle istituzioni.