Succede a Lamezia Terme dove un avvocato penalista, Francesco Pagliuso, di appena 43 anni, è stato ucciso in un agguato ieri notte mentre si trovava in macchina e stava per rientrare nella sua abitazione. Stando alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, che continuano ad indagare senza sosta, il penalista è stato assassinato da alcuni colpi sparati con un revolver in più parti del corpo. Era da solo e si trovava nei pressi del centro abitato di Lamezia Terme: l’uomo è morto all’istante. A ritrovare il suo corpo, nella notte, sono stati i carabinieri allertati dai familiari dell’avvocato che non avevano più sue notizie. Da ore, infatti, non rispondeva al cellulare. Poi l’amara scoperta.

Avvocato assassinato con un revolver

Proprio mercoledì mattina la Polizia di Catanzaro, sempre a Lamezia Terme, aveva arrestato sette persone ritenute appartenenti alla costa della ‘ndrangheta Giampà di Lamezia. Un durissimo colpo per le cosche calabresi che scaturisce da un provvedimento emesso dalla Corte di Assise di Catanzaro. Nello specifico, a molti arrestati sono stati contestati, oltre al reato di associazione mafiosa, anche diversi omicidi commessi, nell’ambito di una sanguinosa guerra di mafia, tra il 2005 e il 2011 proprio a Lamezia Terme. Contestati, inoltre, episodi estorsivi nei confronti di attività imprenditoriali e commerciali del territorio.

La cosa Giampà di Lamezia, secondo gli inquirenti, per pagare gli stipendi ai suoi affiliati e per acquistare armi e stupefacenti, avrebbe creato un sistema di truffe assicurative con l’ausilio di un team composto da medici, avvocati, assicuratori, periti e carrozzieri. Tutti complici della loro organizzazione criminale.