Il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, ha tenuto una conferenza stampa per aggiornare su quanto sta avvenendo in questi momenti nella città lombarda, in seguito all’arresto dei presunti killer che hanno compiuto l’agguato in cui sono morti Francesco Seramondi e la moglie Giovanna Ferrari, che lavoravano all’interno del locale Da Frank.

I due killer, che hanno compiuto l’agguato l’11 agosto scorso, sono stati arrestati e avrebbero confessato pienamente il delitto: Muhammad Adnan, pakistano di 32 anni, e Sarbjit Singh, indiano di 33 anni avrebbero dunque ammesso di aver compiuto il duplice omicidio. Adnan era titolare del negozio Dolce e Salato, acquistato proprio da Francesco Serramondi, e col tempo era diventato concorrente di Da Frank (una pizzeria d’asporto).

Pur avendo ottenuto una confessione piena sull’agguato di Brescia, gli investigatori non sono del tutto convinti in merito al movente che è stato fornito loro. I due killer avrebbero ucciso la coppia di coniugi perché Da Frank vendeva molto di più della loro attività commerciale concorrente, così come ammesso da Adnan. Le indagini dovranno dunque accertare se quanto affermato nel corso dell’interrogatorio possa corrispondere a verità.

Nel frattempo tutta la città di Brescia continua ad essere scossa dopo quanto accaduto. Nel corso dei funerali di Serramondi e sua moglie Giovanna, uno dei loro figli ha esclamato a gran voce che la morte dei suoi genitori non è stata vana. Certo è che se dovesse essere confermato il movente, ci sarebbe spazio per covare ancora più rabbia.