Il rione Sanità di Napoli si tinge nuovamente di sangue per la lotta tra clan della camorra. Ieri nel corso di una sparatoria all’interno del circolo privato Maria Santissima dell’Arco in via Fontanelle, 139 sono rimasti uccisi  il pregiudicato 42enne Giuseppe Vastarella  e il 41enne Salvatore Vigna. L’irruzione sarebbe stata compiuta da un commando composto da almeno 5 uomini. I sicari hanno agito incuranti della presenza di bambini. L’agguato è infatti avvenuto intorno alle 20, quando il quartiere brulicava di passanti.

Nell’agguato sono rimasti gravemente feriti  Dario Vastarella di 33 anni e il 25enne Antonio Vastarella. Entrambi si trovano ricoverati all’ospedale Cardarelli di Napoli. A terra è rimasto anche  il 22enne Alessandro Ciotola che versa in condizioni gravissime. Tre delle 5 vittime dell’agguato appartengono al clan dei Vastarella. Il clan da tempo combatte per ritagliarsi uno spazio dominante nel mercato del racket e della droga al rione Sanità. Nel 2014 Dario Vastarella era stato arrestato dalla Polizia proprio nel luogo in cui è stato colpito ieri.

I segnali premonitori della guerra in corso a Napoli si erano avuti già  nei giorni scorsi, quando nella zona di Materdei e del Rione Sanità erano stati esplosi dei colpi di pistola di avvertimento probabilmente da alcuni affiliati dei clan rivali. La polizia è dovuta intervenire all’ospedale Pellegrini dove è morto Giuseppe Vastarella per contenere l’agitazione degli amici e dei parenti accorsi appena saputa la notizia. L’ultimo omicidio nel rione Sanità risale allo scorso mese di settembre quando venne ferito a morte il 17enne Genny Cesarano.

Ruotolo al Governo: a Napoli in atto guerra tra clan, intervenite

Il giornalista napoletano Sandro Ruotolo ha lanciato l’allarme sull’escalation di violenza nel capoluogo campano:

 Due morti ammazzati e tre feriti in codice rosso al rione Sanità, cioè nel cuore della città.  Gambizzati, un omicidio a Piscinola, assalto ad una caserma dei carabinieri a Secondigliano, ad Afragola hanno tentato di liberare due rapinatori arrestati che si trovavano nel commissariato di polizia.

Ruotolo spiega che le richieste della società civile per una maggiore sicurezza nelle strade sono state ignorate dalle autorità locali:

Ho appena finito di parlare con il parroco della Sanità, don Loffredo. Lo avevo incontrato all’indomani della morte di Genny Cesarano avvenuta lo scorso settembre. Gli ho chiesto: ma poi avete ottenuto la video sorveglianza? No. Le scuole aperte in pomeriggio per togliere i ragazzi dalle strade? No. E i soldati? Non possono fare niente. Siamo tutti basiti. Sappiamo che c’è una guerra in atto e che non siamo noi a vincerla in questo momento. Sappiamo anche che indignarsi non basta più. Roma non può lavarsene le mani e la Napoli bene rischierà di sopperire se continuerà a guardare altrove.