L’agricoltura italiana messa in ginocchio dalla siccità causa caldo e mancanza di pioggia che non demorde da ormai diversi mesi.

Sulla penisola si è infatti abbattuta una primavera che è la seconda più calda dall’Ottocento, con temperature più alte della media stagionale di due gradi, e la terza più secca con un 50% di deficit idrico. Una condizione molto preoccupante, con il Po, il maggior fiume italiano, completamente all’asciutto e il trend non sembra voler cambiare: il mese di giugno ha fatto registrare massime con 2,2 gradi superiori alla media e precipitazioni in calo del 52%.

“Nei campi – spiega Coldirettila carenza idrica sta compromettendo i raccolti, dagli ortaggi alla frutta, ma anche i cereali e i foraggi per l’alimentazione degli animali. E’ il risultato di un inverno e una primavera 2017 che si classificano rispettivamente al terzo e al secondo posto tra le meno piovose dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni del Cnr”.

La Coldiretti ha fatto sapere che questa mancanza di acqua sul territorio nazionale ha già portato un danno economico nei primi sei mesi del 2017 pari a un miliardo di euro. Molti agricoltori devono ricorrere ai riparti utilizzando l’irrigazione di soccorso per salvare le loro piantagioni. La siccità va di pari passo con il rischio incendi, che nei primi mesi di giugno hanno colpito pesantemente la Toscana.