È un tragico bilancio che continua a salire quello riguardante il caso del 31enne romano, il quale dopo aver contratto l’Aids avrebbe avuto numerosi rapporti sessuali non protetti con sconosciute approcciate in chat o tramite social network: sono infatti 29 le donne coinvolte risultate positive al test dell’HIV.

I dati sono stati portati alla luce dalle indagini dei magistrati, mentre l’uomo (conosciuto con il nome di Valentino T.) è stato posto in stato di arresto e si trova attualmente in carcere su disposizione del gip Alessandro Arturi: l’accusa è di lesioni gravissime volontarie e permanenti.

Il ragazzo, stando almeno a quanto riferiscono le accuse, avrebbe volontariamente e consapevolmente cercato di contagiare le donne incontrate in tal modo: a sfuggire al contagio, risultate dunque negative al test, almeno 10 ragazze che nelle ultime settimane – da quando il caso è divenuto noto alle cronache – si sono presentate agli investigatori e si sono sottoposte alle analisi cliniche.

Da quando era stato arrestato il 31enne originario di Acilia aveva riferito alle autorità di aver avuto rapporti con centinaia di ragazze, senza riuscire a fornire una cifra più precisa: dai controlli effettuati sul suo pc e sullo smartphone si è riuscito a risalire a un elenco di possibili vittime, purtroppo ancora incompleto per mancanza di informazioni fondamentali.

Il ragazzo si è difeso affermando di aver compiuto una leggerezza, un gesto di superficialità, non volendo sottoporre al rischio le sue frequentazioni (e anche che alcune delle ragazze sarebbero state consapevoli del suo stato di salute): una versione cui gli investigatori non credono, viste le accuse rivoltegli e per le quali si trova in carcere, a Regina Coeli.

E rimangono ancora da sottoporre a controlli i compagni, mariti e fidanzati delle ragazze che hanno contratto il virus a causa delle spregiudicatezza dell’accusato: una parte collaterale dell’inchiesta che rischia di incontrare la ritrosia dei diretti interessati, ma che risulta fondamentale per evitare di diffondere il contagio a macchia d’olio.