Finalmente ha un nome e cognome l’uomo  che, malato di Aids, ha consapevolmente contagiato oltre 30 donne in tutta la provincia di Roma: Valentino Talluto.

Le autorità hanno ritenuto che la difesa della privacy dell’accusato sia meno importante rispetto all’esigenza di riuscire a contattare il prima possibile tutte le persone che hanno avuto rapporti sessuali con lui tra il 2006 e il 2015.

Il 31enne di Acilia infatti ha ammesso di non riuscire a ricordare l’identità di tutte le donne con cui è venuto a contatto e anche l’analisi del suo pc e del telefono da parte della polizia non hanno garantito l’esaustività totale delle indagini.

Nel frattempo Talluto ha iniziato a parlare delle motivazioni che lo hanno spinto a diffondere la sindrome dell’Aids tra le sue frequentazioni senza avvertire le donne con cui aveva relazioni sessuali: “Ho sbagliato, ero giovane e incosciente. Purtroppo ho fatto un errore ma ero solo, non avevo una famiglia alle spalle

Stando alle indagini della polizia Valentino avrebbe persino rifiutato ogni terapia atta a tenere sotto controllo la sua condizione. È quanto testimonia la dottoressa Adriana Ammassari, che ha seguito l’uomo nel suo percorso medico in questi ultimi anni.

Anche riguardo a questo ambito Talluto ribadisce la propria incoscienza e presunta ingenuità, anche se le sue parole restano poco credibili: “Non è vero che non mi sono voluto curare. Il medico che mi ha seguito all’inizio non mi ha mai detto che erano necessari farmaci”. A questo proposito il suo avvocato ha annunciato che potrebbe essere citato in giudizio l’ex responsabile del reparto ospedaliero in cui l’accusato è stato curato.

Tuttavia Talluto ha dovuto ammettere di essere stato messo al corrente della pericolosità della sua situazione medica, e delle precauzioni che avrebbe dovuto prendere: “Quando mi hanno riscontrato il virus mi hanno detto che era un virus che si poteva trasmettere sessualmente”.

È dunque ancora inspiegabile il movente che ha portato alla capillare opera di diffusione del virus dell’HIV: una condotta che, stando alle testimonianze delle vittime acclarate, sarebbe stata intenzionale e consapevole. E che con tutta probabilità Valentino continuerebbe a tenere nel caso in cui venisse scarcerato.