La notizia bomba arriva dall’Iran e più precisamente dall’agenzia di stampa del regime teocratico iraniano – e finora dobbiamo aggiungere non è stata ancora verificata da testate indipendenti. E quindi deve essere presa con le pinze visto che tra una potenza sciita come l’Iran e potenze sunnite come la Turchia e l’Arabia saudita è in corso anche una guerra anche mediatica – una delle ultime mosse è stata fatta dall’esercito turco che ha inviato 1200 soldati e 30 tank nel Kurdistan iracheno senza chiedere il permesso a Baghdad (l’Iraq è guidato dal premier sciita iracheno Al Abadi). Se fosse confermata metterebbe Ankara in grossa difficoltà davanti agli alleati occidentali.

Al Baghdadi secondo alcuni media iracheni sarebbe stato ferito una prima volta in aprile – la notizia non è stata mai confermata da Intelligence dei paesi occidentali – ed una seconda nel mese di ottobre. Secondo alcune fonti irachene il califfo dello stato islamico sarebbe sopravvissuto pur rimanendo paralizzato. Ora la Fars rilancia la notizia e coinvolge pesantemente la Turchia. Abu Bakr al Baghdadi si sarebbe curato dalle ferite riportate nel raid dell’aviazione irachena di ottobre in una località sconosciuta della Turchia e ora sarebbe a Sirte, capoluogo del Califfato in Libia.

Le voci su Sirte come rifugio ultimo delle alte gerarchie dell’Isis – preoccupati dal collasso del Califfato in Iraq e Siria – sono stati diffusi sia da fonti libiche che irachene, e quindi vanno prese con le pinze. A sostegno di questa ipotesi si può dire che le forze dell’Isis sono in rapida espansione in Libia e che a Bengasi le forze islamiste sia dell’Isis che di Al Qaeda si battono contro l’esercito regolare che fa capo a Tobruk.