È il Ministero della Difesa russo ad aver fatto sapere che il leader di Isis Abu Bakr al-Baghdadi potrebbe esser stato eliminato nel corso di un rad condotto il 28 maggio alla periferia di Raqqa, in Siria.

Al momento l’ipotesi non è stata confermata ufficialmente, e sono in corso verifiche, come ha riferito una fonte del Ministero: “Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali, era presente anche il leader dell’Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi, che è stato eliminato in seguito al raid”.

Non si tratterebbe però della prima ipotesi sul decesso del Califfo, ritenuto fuori gioco più volte da quando sono iniziati gli interventi della Comunità Internazionale contro lo Stato Islamico. La notizia proveniente dalla Russia è conseguenza diretta dell’analogo annuncio fatto dalla tv di stato siriana, in odore di propaganda.

Nato da una famiglia sunnita 46 anni fa, Awwad al Badri, questo il suo vero nome, ha preso l’attuale denominazione sulla base del nome di uno dei primi quattro califfi riconosciuti dell’Islam, più la città in cui è cresciuto, ovvero Baghdad.

Nel 2005 il futuro capo dello Stato Islamico, già nelle fila di una formazione jihadista, venne imprigionato per quattro anni dopo l’invasione anglo-americana in Iraq

Nel 2010 Abu Bakr succede ad Abu Omar al Baghdadi alla guida dello Stato Islamico in Iraq. L’alleanza con al-Qaeda ha vita breve, a causa dei contrasti con Ayman al Zawahiri, e la rottura definitiva arriverà 3 anni dopo.

Il prestigio attuale di al-Baghdadi, oltre al suo carisma, si deve alle vittorie militari, tra cui la conquista di Mosul e Raqqa, e la dominazione di una vasta regione, strappata ad alcuni degli eserciti militari più forti della zona.

Sarebbe dunque di queste ultime ore la notizia della sua morte, ma al contempo gli ultimi bombardamenti effettuati dalla coalizione anti-Isis nelle ultime settimane avrebbero provocato centinaia di morti tra i civili, stando al recente rapporto delle Nazioni Uniti.