Per sostenere i loro coetanei precari, un gruppo di giovani ha pensato ad una bella iniziativa di solidarietà che sta avendo molto successo nella Capitale. Si tratta di Lidia Di Monte, fotografa trentenne, Claudio Aloia, regista e Irma Di Monte, attrice: sono loro i tre ragazzi che cinque mesi fa hanno deciso di aprire nel quartiere Pigneto di Roma un locale dal nome emblematico, “Caffè sospeso“.

Così come vuole la più classica tradizione napoletana, nel piccolo bar – bistrot è possibile lasciare un caffè pagato in cassa per chi non può permetterselo. La bevanda è preparata rigorosamente con la moka, come si fa in casa, perchè lo scopo è ricreare un ambiente intimo così come hanno raccontato i titolari in un’intervista per “La Repubblica”:

“A noi interessa condividere un momento, costruire relazioni, parlare con i clienti come si faceva una volta, senza cellulari e social network”.

A rendere unico il locale romano è la scatolina che svetta sul bancone dove è possibile lasciare scontrini di bevande o piatti del menu già pagati da offrire a chi, invece, non può permetterselo:

“L’idea è di aiutare i giovani in difficoltà, senza lavoro nonostante lauree e master. E così abbiamo creato questo bar dove la solidarietà si trasmette tra i clienti. Tanti clienti di 30 o 40 anni, magari senza lavoro, approfittano di un succo di frutta pagato o di un panino gratuito. È un modo per risparmiare qualche euro e arrivare a fine mese senza l’incubo di non avere i soldi per pagare l’affitto”.

L’iniziativa sta andando alla grande e, se in principio c’era diffidenza ad aprire la scatolina, adesso ogni sera si svuota grazie a quei ragazzi precari che hanno un punto di riferimento nei momenti di difficoltà.