Cresce la tensione tra l’Arabia Saudita e l’Iran dopo l’esecuzione dell’imam Nimr al-Nimr e di altri 46 detenuti accusati di terrorismo. La guida spirituale dell’Iran Ali Khamenei ha invocato una “vendetta divina” come punizione per i politici sauditi responsabili della morte del leader sciita. Khamenei ha paragonato i sauditi ai terroristi dell’ISIS pubblicando una foto con un boia vestito a metà con l’abito nero tipico dei militanti jihadisti e a metà con l’abito bianco saudita. Secondo la guida suprema iraniana non ci sarebbe alcuna differenza tra i boia dell’ISIS e i boia sauditi.

Pronta la replica dell’Arabia Saudita che sul terrorismo non intende accettare lezioni dall’Iran. Un rappresentante del governo ha tuonato contro le politiche iraniane accusando Teheran di sostenere i terroristi:

Il regime iraniano è l’ultimo al mondo che può accusare gli altri di sostenere il terrorismo visto che sponsorizza il terrore ed è condannato dalle Nazioni Unite e da molti Paesi.

Gli Stati Uniti nelle scorse ore hanno invitato più volte l’Arabia Saudita a smorzare il clima di tensione rispettando i diritti umani. Anche l’Iraq fa sentire la sua voce tramite l’ayatollah Ali al Sistani che condanna l’esecuzione dei 47 prigionieri:

Il loro sangue è stato violentemente e ingiustamente versato. L’imam Nimr al-Nimr è un martire.

La speranza di riuscire a ricucire lo strappo tra Iran e Arabia Saudita sul fronte diplomatico si fa sempre più labile. I diplomatici di Riad infatti hanno già abbandonato l’Iran. L’Arabia Saudita inoltre ha invitato i diplomatici iraniani ad abbandonare il Paese lanciando alla delegazione un ultimatum di 48 ore.

L’invito alla calma arriva dal fratello del leader sciita giustiziato. Mohammad al Nimr ha chiesto alla popolazione sciita di protestare pacificamente. Per cercare di stemperare la tensione le autorità iraniane hanno arrestato 40 persone che nelle scorse ore hanno assaltato l’ambasciata saudita nel Nord dell’Iran per protestare contro l’esecuzione di massa. Attualmente sono in corso indagini per identificare altre persone coinvolte nella feroce protesta.