“Siamo qui per difendere Falluja dall’esercito dello sciita al-Maliki e dai safavidi iraniani” hanno proclamato i jihadisti sunniti. Nella città ora sventolano le bandiere nere di al Qaeda, il luogo di grande valore simbolico dello stato è in mano al network terroristico, un duro colpo per il governo di Al-Maliki.

Il governo di Nuri al-Maliki, sostenuto da Iran e Stati Uniti, non poteva iniziare peggio l’anno. Una vittoria netta dello “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” (Isis) che ha innalzato le bandiere nere della Jihad su moschee, edifici pubblici e posti di blocco.

La battaglia era iniziata lunedì, poi i miliziani jihadisti hanno lanciato l’assalto finale prevalendo e lasciando dietro di loro centinaia di cadaveri.

Ora si attendono le reazioni delle forze governative per riprendere il controllo della città dopo la ritirata, girano voci di un controllo ritornato in mano al governo ma la battaglia continua.

Fallujia è una delle città famosa dalla Guerra in Iraq, da quando l’esercito statunitense ha lasciato il territorio sono aumentati i morti negli scontri tra le diverse fazioni. Ora gli occhi del mondo guardano a Ramadi, altra città simbolo dello stato.